giovedì 24 novembre 2011

THE ASTRONAUT'S WIFE ( id. 1999 ) di Rand Ravich

Spencer Armacost, famoso astronauta, parte per una missione spaziale in cui deve riparare un satellite artificiale. Giunto lassù con il collega Alex Streck, succede qualcosa: i contatti con la stazione terrestre si interrompono, e nel giro di due minuti intorno ai due astronauti cala il silenzio. Fortunatamente i contatti si ristabiliscono, e i due uomini fanno ritorno sulla Terra, ma qualcosa è cambiato. Alex comincia ad avvertire dei malori, sempre più dolorosi, che lo porteranno ad una morte atroce, mentre Spencer ha uno strano comportamento, che si palesa soprattutto nei confronti di sua moglie, la bella e affascinante Jillian. Dopo essere stata sessualmente posseduta, con un atto al limite della violenza, dal marito, Jillian si scopre incinta di due gemelli, mentre il dottor Sherman Reese, tecnico della NASA, comincia ad avere dei sospetti su cosa possa essere successo nello spazio ai due astronauti. Il comportamento sempre più strano, quasi diabolico, di Spencer, conferma le paure dello scienziato: In quei due minuti di "vuoto" nello spazio, l'astronauta è stato posseduto da una qualche entità aliena che ora sta covando nel ventre dell'ignara Jillian...Della serie, quando L'Astronave Atomica del Dott. Quatermass ( The Quatermass Xperiment, 1954, di Val Guest ) incontra Rosemary's Baby ( id. 1968, di Roman Polansky ), in una furba amalgama tra le due pellicole, interpretata da una bellissima ( con capello corto, proprio come la Mia Farrow del capolavoro Polanskiano ) Charlize Theron e da un ambiguo Johnny Depp in versione bionda, e forse proprio per questo efficacemente "alienato". Il ritmo è a volte lento, la tensione si mantiene su livelli medi, e il finale pirotecnico ( ma inutilmente spettacolare ) sembra risolversi - apparentemente - in favore della bella Charlize.  Ne è stato girato anche un secondo finale ( visionabile negli extra dell'edizione in dvd ) migliore di quello montato nella versione definitiva.

giovedì 17 novembre 2011

UBALDO TERZANI HORROR SHOW ( 2010 ) di Gabriele Albanesi

Alessio Rinaldi, giovane e aspirante regista, riceve l'incarico di scrivere il suo primo film collaborando col noto scrittore Ubaldo Terzani, i cui terrificanti romanzi sono pervasi di un crudo ed estremo realismo. Una volta arrivato a Torino, dove lo scrittore vive, Alessio scopre gradualmente il lato oscuro di Terzani, e durante il soggiorno viene a conoscenza di aspetti oscuri della vita dello scrittore, ovvero quelli da cui trae ispirazione per i suoi romanzi...Si tratta della seconda pellicola indipendente ( la prima è Il Bosco Fuori, del 2006 ) realizzata dal giovane regista romano Gabriele Albanesi, già critico cinematografico ed assistente alla regia per i Manetti Bros., che figurano anche come co-produttori del film in questione. Albanesi ha sempre dimostrato un sincero e genuino amore per il genere horror ( in particolare per quello italiano, su cui scrisse la sua tesi di laurea ), soprattutto per quello estremo, sullo stile di certe pellicole degli anni '70, all'insegna del "politicamente scorretto" e delle tematiche forti. Ubaldo Terzani...non smentisce questa linea, e ci presenta una storia torbida e malsana, con punte slasher veramente forti, a base di squartamenti e mutilazioni varie ( gli effetti speciali sono del veterano Sergio Stivaletti ). Appare però ancora evidente, una certa accondiscendenza nell'omaggiare il cinema di genere italiano ( i manifesti che campeggiano nella stanza del protagonista ), che ai tempi di oggi può sembrare un pò scontata e risaputa, e forse anche la regia, unita alla piattezza di certi interpreti ( risulta convincente invece Paolo Sassanelli nel ruolo di Terzani ), non sembra funzionare fino in fondo. Si può comunque dare atto ad Albanesi di avere coraggio nell'osare, mostrando senza pudori sangue ed atrocità, elementi che nell'attuale ed asfittico panorama cinematografico italiano di oggi non sarebbero assolutamente consentiti.

LES RAISINS DE LA MORT ( id. 1978 ) di Jean Rollin

Nella cittadina francese di Roubelais, l'impiego presso i vigneti della zona di un pesticida sperimentale scatena un terribile virus che trasforma le persone in orrendi individui coperti di piaghe sanguinolente, simili a feroci zombi. La giovane Elisabeth, in viaggio per incontrare un suo amico, scampa all'aggressione di alcuni di questi esseri, ma, rifugiatasi in un vecchio casolare, dovrà affrontare l'assalto di altri mutanti prima di mettersi in salvo verso la città...Il regista francese Jean Rollin, famoso tra gli appassionati del genere per le sue surreali e ipnotiche pellicole a base di erotismo e vampirismo, compie questa curiosa incursione nel filone "zombesco" in chiave ecologista, come già aveva caratterizzato l'ottimo Non Si Deve Profanare Il Sonno dei Morti ( No Profanar El Sueno de Los Muertos ) diretto nel 1974 dallo spagnolo Jorge Grau. Ovviamente l'approccio utilizzato da Rollin è differente, prediligendo i ritmi lenti e l'ambientazione rurale tipici del suo cinema, ottenendo una pellicola che sicuramente si può considerare tra le sue migliori, e, comunque, degne di nota. Da notare che il film segna per la prima volta la collaborazione tra il regista e l'attrice Brigitte Lahaie ( attiva nel genere erotico e hard core ), che diventerà uno dei volti più emblematici del suo cinema. 

giovedì 10 novembre 2011

TERRORE SULL'ISOLA DELL'AMORE ( Brides Of Blood, 1968 ), di Gerardo De Leon e Eddie Romero

Paul Henderson, naturalista americano, si reca con la moglie Carla ed il collega Jim Farrel a Blood Island, isola che vent'anni prima è stata investita da un'esplosione nucleare, e dove flora e fauna hanno subìto mostruosi mutamenti. Una volta sbarcati, i tre apprendono che la tribù abitante dell'isola compie frequenti sacrifici umani per placare l'ira di un mostro che l'infesta, offrendo come vittime giovani ragazze del posto. Gli Henderson fanno la conoscenza di Stephen Powers, un ricco piantatore della zona che soffre di attacchi epilettici e che sembra godere di un'inspiegabile e prolungata giovinezza. Ben presto, però, la vera natura dell'uomo verrà allo scoperto...Gerardo De Leon e Eddie Romero, invariabilmente registi/produttori, sono gli artefici di un singolare sottofilone, quello dell'horror filippino, le cui pellicole sono caratterizzate da uno stile ispirato al classico cinema d'avventura in cui la suggestiva ambientazione naturale ( quello delle Filippine, appunto ) aveva il duplice scopo di poter realizzare film in economia, grazie ad un mercato del lavoro più libero e meno sindacalizzato in cui vi si potevano far lavorare attori e maestranze locali, sfruttando appieno i suggestivi scenari del luogo. Avventura, erotismo, e concessioni - forse apparenti - al fanta/horror nipponico, sono gli ingredienti di questa gradevole pellicola, che insieme a Terror Is a Man ( 1959 ), The Mad Doctor of Blood Island ( 1969 ) e La Bestia di Sangue ( Beast of Blood, 1970 ) rappresenta il "meglio" del filone battuto dai due cineasti americani. 

THE OTHERS ( Los Otros, 2001 ) di Alejandro Amenàbar




Grace, vedova di guerra con due figli piccoli, Anne e Nicholas, riceve nella sua abitazione i tre nuovi domestici, e nel mostrare loro la casa rivela che una porta non deve essere mai aperta prima che sia chiusa l'altra ( i figli, infatti, soffrono di una terribile ed inspiegabile forma allergica alla luce del sole ). Ma i domestici conoscono molto bene la casa, avendo servito lì già molto tempo prima. Nella casa cominciano ad accadere strani avvenimenti: Anne afferma di vedere sempre un bambino che si aggira nelle stanze, e anche la notte si sentono rumori provenire da ogni parte dell'abitazione. Grace, già di per se molto fragile di nervi, capisce che stà accadendo qualcosa di inquietante e che la signora Mills, la domestica più anziana, è custode di segreti, ancora inspiegati, che albergano nella magione...Il film di Alejandro Amenàbar, giovane regista cileno/ispanico, ebbe il merito - non indifferente - di riportare in auge, o perlomeno in un contesto mainstream, il cinema del terrore spagnolo, da quasi sempre relegato in una sorta di "ghetto" che lo teneva in una condizione marginale rispetto alla grande industria cinematografica. Sarà per la presenza della bella attrice australiana Nicole Kidman ( già star affermata ), o del fatto che l'ex di lei marito Tom Cruise sia produttore esecutivo della pellicola ( l'attore americano, tra l'altro, è stato anche protagonista sempre nello stesso periodo di Vanilla Sky, remake americano di Apri Gli Occhi, notevole thriller/fantastico diretto nel 1997 proprio dallo stesso Amenàbar ), che The Others ottiene un inaspettato e meritato successo, riuscendo a fondere le classiche tematiche del cinema fantastico in un riuscito cocktail di citazioni anche cinematografiche ( su tutti, Suspence di Jack Clayton, del 1960, ma anche con richiami da E Se Oggi...Fosse Già Domani?, ghost story diretta nel 1973 da Kevin Billington ). Lo stile è misurato, senza strafare, il lavoro scenografico/ambientale e la fotografia riuscono ad infondere la giusta inquietudine, la buona sceneggiatura regala efficaci colpi di scena, ed anche la Kidman, mai così pallida ed esangue, è estremamente convincente nel ruolo, così come anche i piccoli Anakina Mann e James Bentley, e Fionnula Flanagan misteriosa ed inquietante domestica.